19 luglio 2004, Claudio Lotito diventa il presidente della Lazio: da Mimmo Caso a Simone Inzaghi, 14 anni alla guida del club

Succede a Ugo Longo ed è il 34esimo presidente della ultracentenaria storia biancoceleste

 

Esattamente 14 anni fa, ovvero il 19 luglio 2004, Claudio Lotito diventa ufficialmente il presidente della Lazio. Succede a Ugo Longo ed è il 34esimo presidente della ultracentenaria storia biancoceleste. E l’atto conclusivo e liberatorio di un’estate tormentata, con la società sull’orlo del fallimento. Sono diventate celebri le sue prime parole: “Ho preso questa squadra al suo funerale e l’ho portata in condizione di coma irreversibile. Spero presto di renderlo reversibile”.

Per l’attuale patron biancoceleste l’esborso è modesto, si è sempre parlato di circa 20 milioni, ma c’è da fronteggiare una marea di debiti. E Lotito ottiene la spalmatura dell’ingente debito (140 milioni) verso il fisco su un arco di 23 anni. Sul piano tecnico la squadra è praticamente da rifondere, con ormai pochissimi giocatori superstiti del ciclo trionfale. Il primo mister dell’era Lotito è Mimmo Caso, reduce da  un ottimo lavoro nella Primavera. Il primo mercato è praticamente tutto concentrato nell’ultimo giorno utile: in poche ore Lotito prende 9 giocatori. Il colpo più gradito arriva dall’Inghilterra, è il ritorno di Paolo Di Canio dopo 14 anni. Il rapporto con la tifoseria è però difficile fin dall’inizio e non aiutano certo i primi modesti risultati della squadra e soprattutto le polemiche circa la presunta fede romanista di Lotito, notizia tirata fuori dai tifosi giallorossi. Insomma, il favore popolare nei suoi confronti si trasforma rapidamente in contestazione.

Claudio Lotito nasce il 9 maggio 1957 a Roma, zona San Lorenzo, da una famiglia originaria di Villa San Lorenzo a Flaviano, frazione di Amatrice, in provincia di Rieti. Da bambino gioca a calcio come portiere nella Asd Amatrice Calcio. Laureato in pedagogia con il massimo dei voti, apre, nel tempo, due imprese di pulizia, un’agenzia di vigilantes e un’altra di catering. Cresce in modo esponenziale nei fatturati annui fino al ritorno al suo vecchio amore: il calcio. Ma da Presidente.

Con una rigorosa e meticolosa gestione del bilancio economico della Società ripiana tutto il debito di Sergio Cragnotti. Se non fossero arrivati i suoi soldi a suo tempo, la Lazio che fine avrebbe fatto? Oggi nessun altro club italiano vanta una plusvalenza come la Lazio dalle cessioni, questo grazie agli acquisti sempre azzeccati e alle scelte dei direttori sportivi, ultimo Igli Tare. Un esempio su tutti: Milinkovic-Savic è arrivato per 10 milioni di euro, quanto vale ora?

E poi ci sono i risultati sportivi: in questi anni Lotito vince 2 Coppe Italia (2008/09 e 2012/13) e 2 Supercoppe Italiane(2009 e 2017). Oltre un Campionato Primavera (2012/13), due Coppe Italia Primavera (2013/14 e 2014/15) e una Supercoppa Primavera (2014) a dimostrazione di una grande attenzione al “vivaio biancoceleste”, per tradizione uno dei serbatoi del calcio giovanile da sempre tra i più elogiati in Italia. Al netto di questi successi Claudio Lotito è il secondo presidente più vincente del club dopo Sergio Cragnotti. E in ultimo c’è il presente con la spumeggiante Lazio di Simone Inzaghi che ha riportato grande entusiasmo nell’ambiente.